Che lavoro fai?

Premetto con il dire che quando ho iniziato gli studi non sapevo assolutamente che lavoro sarei andato a fare nella vita.

La facoltà di Disegno industriale mi attirava perchè avevo intuito che potesse essere affine alla mia persona, avevo sentito parlare di Design e grafica pubblicitaria, sapevo che avrei fatto Disegno, soprattutto tecnico ed era la materia che negli anni di Liceo scientifico tecnologico più mi appassionava.

Anche il resto mi interessava molto, fisica, chimica e tutto ciò che di sperimentale veniva proposto, come ad esempio informatica e inglese in aula multimediale. In ogni caso non ero un grande studioso, diciamo che preferivo allenarmi nell’arte del cazzeggio insieme ai compari del quartiere.

Passando quindi tra lezioni di C++ e Autocad, che mi accompagnò per un lungo periodo, iniziò il mio rapporto con il Computer.

Erano gli ultimi anni del secolo scorso, (come mi piace dire questa cosa…) internet non era ancora facilmente a disposizione, lo avrei scoperto all’università, con la tipica connessione di quegli anni: la 56k.

Se penso a come sono cambiate oggi le dinamiche riferite alla connessione, alla quantità di materiale presente in rete e a come utilizziamo oggi le tecnologie mi sembra siano passati 100 anni.

L’università alla fine fu una grande rivelazione, le materie erano davvero interessanti, il mondo del design e della comunicazione cominciava a farsi strada dentro di me, solitamente si dice il contrario ma in questo caso mi resi conto di essere stato fortunato, avevo scelto con poche valutazioni ma ne ero entusiasta.

La conferma la ebbi nei risultati, come dicevo non ero un grande appassionato dello studio, ma la maggiorparte degli esami erano progetti, si andava molto sul pratico, ci si dividevano compiti e ruoli sulla base delle prime affinità lavorando quasi sempre in team.

In quel periodo la mia naturale passione per il disegno sfociò nella modellazione 3d, all’interno di ogni gruppo era una figura fondamentale. Passavo ore e ore a disegnare, costruire modelli tridimensionali dal niente o partendo da schizzi e idee del gruppo di lavoro, oggetti di ogni tipo, ambientazioni, spazi e allestimenti, fino ad arrivare alle animazioni 3d.

In un secondo momento fece breccia dentro di me l’altro filone che mi accompagna tutt’ora, quello della Grafica.

Disegnare un logo, costruire una famiglia di font, creare manifesti e locandine furono le prime attività di branding che conobbi e di cui cominciai ad innamorarmi, ma il vero amore esplose al corso di Percezione Visiva.

Lo scopo del corso era quello di sviluppare la capacità di riempire nel modo giusto lo spazio a disposizione in modo da ottenere l’equilibrio alla percezione di chi osserva, spostare quindi l’attenzione di quest’ultimo attraverso l’impaginazione dei contenuti senza intaccare quell’equilibrio.

Boooom!!! sono impazzito, mi attirava soprattutto l’idea di ragionare in questo modo:
Come catturare l’attenzione dell’osservatore e indirizzarla nel modo corretto?
Questa domanda è rimasta la base del mio lavoro.

Torniamo quindi alla domanda principale, cosa rispondo quando la gente mi chiede che lavoro faccio?

Difficilmente rispondo sempre nello stesso modo, perchè dipende da chi ho difronte, in generale quelle che uso di più sono queste:
1. ho un’agenzia di Marketing
2. ho un’agenzia di Comunicazione e Marketing
3. faccio siti web, grafica e pubblicità

A volte provo ad usare una delle prime 2 ma se vedo che dall’altra parte c’è il vuoto più totale allora aggiungo la terza come semplice traduzione.
Questo identifica quello che faccio, anzi che fa la mia Agenzia.

Faccio questa precisazione perchè capisco che oggi si fa un pò fatica a identificare ciò che sta all’interno della parola “Marketing” sia (spesso) tra gli addetti ai lavori che soprattutto per tutto il resto della popolazione. Chiaramente ormai la maggiorparte delle persone ne comprende il significato generale, spesso viene comunque utilizzato al pari di “fare pubblicità” che in un certo senso è anche vero.

Allora, per cercare di definire al meglio quello che faccio provo a descriverlo nella maniera più semplice che posso.

Da quando ho iniziato il mio percorso in questo settore ho sempre sentito e usato questo esercizio: proviamo a descriverlo come se dovessi spiegarlo a mia nonna!

Faccio ancora una piccola premessa: gcore, la mia agenzia nasce come Agenzia di Comunicazione, quindi ha sempre posto alle basi della propria filosofia di impresa la formulazione di servizi e prodotti che aiutassero i clienti a comunicare con il pubblico, focalizzandosi prevalentemente sull’immagine, sulla presenza nei diversi canali di promozione e sugli strumenti di promozione, tutto questo oggi può essere riassunto con un unico servizio il Branding.

La base dei nostri servizi non è cambiata radicalmente, si sono aggiunte alcune parti in funzione di come è cambiato il modo in cui le persone si relazionano ai mercati. Lo so, in quest’ultima parte non sono ancora riuscito a semplificare, inizia ora la parte dedicata alla Nonna!

Ciao Nonnina cara.

Ciao beddu figghiuzzu miu.. comu stai? (è siciliana).

Bene Nonna, grazie, un pò stanco.. sto lavorando tanto.

AH sÏ? ma dimmi na cosa, ca ancora nun haiu caputu, mi spieghi che travagghiu fai?
(Dimmi un pò, che ancora non l’ho capito, mi spieghi che lavoro fai?)

Nonna, ho un’agenzia di Mark.. mhh no..
Faccio siti intern… mhhhh
Faccio le pubblicità!

Quelle in televisione???

Mhh.. può capitare ma più semplicemente quelle dei volantini ad esempio, dei cartelli che si vedono per strada, ma soprattutto oggi, Nonna, la pubblicitù si fa sul WEB.

Chi???? Cosa ???u uebbe?

Su internet Nonna!

Ahhhhhhhh, si si ho capito, ammeno pensu, ho sentuto ca tutto quello ca ti serve sapiri oggi lo trovi lì..

Brava Nonna, si è vero, oggi trovi davvero tantissime cose, quasi sempre le risposte alle cose che stai cercando, in più ormai si usa come mezzo per comunicare, al posto del telefono ad esempio..

e poi oggi una cosa che prima non esisteva è la possibilità di mettere su internet qualcosa che hai fatto tu e farla vedere a tutti..

A tutti???? e picchì a genti deve viriri chiddu ca fazzu?

Bhè.. la metti se vuoi farla vedere, non sei obbligata, se vuoi ad esempio farti Pubblicità.
(Un pò di anni fa avrei detto: Tu la metti lì e poi la gente ti vede e viene a comprare da te se hai fatto una bella pubblicità)

Cerchi prima di sapere cosa cercano le persone e cosa guardano quelli a cui può interessare il tuo prodotto e poi lo metti in quelle pagine di internet, così quando loro cercano quel prodotti vedono la tua pubblicità.

E poi con altri metodi cerchi di convincerlo a comprare.
Una volta si faceva con una telefonata, oggi si usa ancora in alcuni casi ma spesso si usano le e-mail o altri tipi di messaggi che vengono scambiati appunto tramite internet.

Ma comu me lo mannanu u messaggiu si iù staiu a casa??

Anche questa è una cosa molto importante, come hai visto ormai abbiamo tutti il telefono sempre a portata di mano, oppure siamo davanti al computer, ti arrivano lì i messaggi, proprio su quei dispositivi che usi per “andare su internet”.

Mhh, e comu fai a sapiri che quelli vannu a vidiri la tua pubblicità?

Questa invece è la parte più complicata, e su cui ora ci concentriamo di più Prima di fare pubblicità, perchè dobbiamo poi dire al cliente quante persone hanno visto quella pubblicità, e deve permettergli di vendere di più altrimenti non ci paga!

Non vi paga?? stai schizzannu? …E quindi comu fate?

Eh si Nonna.

Facciamo uno studio, analizziamo il comportamento dei potenziali clienti per capire cosa fanno su internet, che parole usano per cercare qualcosa quando ne hanno bisogno, oppure cosa guardano, in modo da sapere quali sono le loro passioni e i loro interessi.

Ti faccio un esempio, lo sai che a me piace andare in bici?

Cettu, si sempre a fare tutta sta fatica…

Si, la bici mi piace molto, quindi spesso su internet guardo video di quelli che vanno in bici per imparare ad andarci meglio, oppure cerco dei pezzi della bici da comprare perchè si sono rotti, o altre volte chiedo informazioni o invio messaggi a persone che ne sanno più di me…

E comu fai a sapiri che ne sanno chiù di tia?

Lo capisci da quello che a loro volta scrivono, mettono su internet per farsi pubblicità, mettono nel loro sito internet…

Picchì, hannu un sito internet?

Si hanno uno spazio su internet, con tutte le loro informazioni. Come per il mio studio, gcore, noi abbiamo il sito internet dove ci sono scritte tutte le cose che facciamo, dove puoi come vengono fatte, spieghiamo bene cosa bisogna fare per fare bene pubblicità e ci sono i nostri numeri di telefono oppure possono mandarci un messaggio, così quelli che vanno sul nostro sito internet possono mettersi in contatto con noi e chiederci di lavorare per loro.

E se uno non ci va sul tuo sito?

Brava Nonna, torniamo a poco fa che ti spiegavo che io guardo le cose che mi interessano sulla bici su internet.

Eh..

Ecco, mentre io guardo i video e cerco altre informazioni, su quelle pagine ci sono le pubblicità che vogliono farmi vedere..

Chi?

Quelli che fanno il mio lavoro.

Ahh.. giusto

Quindi se noi studiamo chi cerca certe informazioni poi studiamo anche come cercare di avvicinare quelle persone, proviamo magari a dargli qualcosa di gratuito in modo da iniziare un piccolo rapporto e avere l’opportunità di scambiare qualche messaggio, in quel modo possiamo proporre il nostro prodotto, oppure fargli semplicemente vedere tutte le pubblicità che facciamo.

E’ importante cercare le persone giuste che vogliono vedere quella pubblicità in particolare, perchè sono interessati e più propense ad ascoltarti o ad acquistare, perchè loro stessi hanno cercato quei contenuti e tu soddisfi la loro necessità in quel momento.

Se io faccio vedere la pubblicità di una bici a una persona che sta cercando un pallone da calcio quella pubblicit‡ non serve a nulla, Ë stata solo una spesa per il cliente, quella persona non la vedr‡ neanche, perchË il suo interesse in quel momento Ë rivolto ad altro.

ma alla fine sta pubblicit‡ comu gliela fai?

Fatta bene questa parte di analisi con il cliente si valuta innanzitutto se quello che vuole vendere Ë ricercato dalle persone, come si muovono i concorrenti, se ha il giusto prezzo e si definiscono tutte le informazioni.

A quel punto gli si fa un bel vestito! su misura.

Comu u vistitu?

Si, sempre partendo da quello che vogliono e che cercano le persone su internet e anche in generale nalla vita di tutti i giorni, scegliamo un bel nome, dei colori che lo rappresentino e che facciano capire subito di cosa si parla.

Ad esempio, l’ospedale o la croce rossa come capisci che sono loro?

C’Ë a cruci russa e c’Ë scrittu spidale o cruce russa genova..

Esatto Nonna.

Una croce in generale puÚ richiamare o qualcosa legato alla chiesa o qualcosa legato alla sanit‡.

E in questo caso il colore rosso ci riporta a pensare alla croce rossa/pronto intervento ecc… quindi il colore ti fa capire a cosa Ë associata l’immagine.

Per farti un altro esempio, ti ricordi quel negozio di abbigliamento dove abbiamo comprato il cappotto, come si chiama?

Mhhh.. quellu co cavallino?

Ecco, hai visto? non ti ricordi il nome ma ti ricordi l’immagine che lo rappresenta!

Grande Nonna!!!!

Questo significa fare il vestito su misura, noi la chiamiamo immagine coordinata.

Quindi poi useremo quel vestito ogni volta che il cliente dovr‡ farsi pubblicit‡, l’immagine, i colori scelti e il modo di parlare alle persone che vogliono i suoi prodotti.

Se queste cose le usiamo sempre,

Qualche anno fa avrei detto:

le persone piano piano cominceranno a riconoscere il marchio, a fidarsi e qualcuno comprer‡!

Oggi direi

rimarranno impresse alle persone e aumenter‡ la fiducia nei suoi confronti in maniera proporzionale a quanto investe in pubblicit‡.

Quindi se produci tanto materiale di valore che le persone cercano, se racconti molto bene quello che fai, come, e a che prezzo in maniera trasparente.

Se fai capire che il tuo prodotto Ë migliore di quello degli altri, non perchË lo dici tu, ma portando dei fatti che lo possano dimostrare, allora quelle persone che abbiamo analizzato vedranno la tua pubblicit‡ e statisticamente saranno pi˘ propense all’acquisto.

A noi per fortuna succede con i nostri clienti.